NUDA L’ANIMA IN RISACCA di Francesca Patitucci

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4,9915,00

Copertina flessibile

 

Un animo sensibile, accorto alle problematiche della vita, che affronta
con ottimismo e speranza.
L’amore, una costante nella vita dell’autrice.
Amore per le persone care, a volte lontane ma molto vicine, dentro al cuore.
Amore per la natura che la circonda: il firmamento, i fiori, tutto in armonia
e tutto desta, nella poetessa, motivo di meraviglia; non si ferma
all’esteriorità, va oltre, come se ogni oggetto, possedesse un’anima.

 

Collana: Idyll

Pagine: 202

Descrizione

Amo smarrirmi dentro le risacche di un mare baciato dagli ultimi raggi di sole

mentre le vele si accingono a tornare come tu torni a me

al calar della sera…

Abbracciando una nuova alba

Informazioni aggiuntive

Versione

Flessibile, Ebook

2 recensioni per NUDA L’ANIMA IN RISACCA di Francesca Patitucci

  1. Elisabetta Fioritti

    #recensione
    Nuda l’anima in risacca
    Francesca Patitucci Dragonfly edizioni

    “Anima” è una parola che ricorre spesso, nei versi di Francesca Patitucci. Se volessi estrinsecare una sintesi delle sue liriche, l’anima ne costituirebbe l’elemento predominante, l’essenza, la radice, intorno cui si sviluppano, evolvendosi, gli elementi che le fanno da corollario. Ma è l’anima il centro, la fonte da cui sgorgano la gioia e il pianto, l’amore e la passione, la paura e il coraggio. Francesca si racconta attraverso le parole e lo fa con semplicità, impetuosa come lo scroscio delle sue onde, generosa nel raccontare i suoi pensieri, anche i più reconditi. Davanti al suo mare, che descrive come un’entità quasi magica, sempre presente dentro e fuori di lei, parte di sé, del suo essere donna, strumento di poesia e di nostalgia. I suoi versi sono ricchi di sentimento, autentici, profondi. Permeati d’amore per la natura, per le persone, per i suoi familiari, anche per chi non è più visibile agli occhi ma presente nel cuore. Nelle sue parole ritroviamo la gentilezza, lo stupore, la passionalità e il candore di una persona che mette tutta se stessa in quello che scrive. Una silloge, “Nuda l’anima in risacca”, da leggere come un inno alla vita, un elogio alla forza, un messaggio di speranza. Per ricordare, a noi che leggiamo, il senso vero dell’esistenza.
    Grazie, Francesca Patitucci!

  2. Bruno Brundisini

    NUDA L’ANIMA IN RISACCA
    Di Francesca Patitucci
    2021 Dragonfly Edizioni
    Ho appena terminato di leggere la silloge di Francesca Patitucci “Nuda l’anima in risacca” e mentre mi accingo a parlarne il mio sguardo torna alla copertina, ai suoi colori crepuscolari, a un mare lontano, che si rispecchia e si stempera in un abbraccio infinito col cielo. Il titolo che sovrasta l’immagine è fortemente evocativo come sintesi di tutta la tematica che percorre il libro; l’anima e il mare, entrambi sempre presenti, nei loro molteplici significati. Mi viene da pensare al mare come globalità fluida e misteriosa, come abissale pensiero di Dio, che trova il suo spessore materiale, i suoi limiti nella risacca. Allo stesso modo l’anima, immensa ed eterna, trova la sua espressione umana nelle emozioni del corpo e talvolta diventa “un fardello da trascinare”. Immagino che questo sia il parallelismo inteso dalla poetessa. La parola anima, custode di mille significati compare quasi in ogni poesia della silloge in un dialogo intenso con se stessa, spesso associata al mare “pronto a farsi culla di ogni intimo respiro”. Il mare che accoglie l’anima come il fluido amniotico accoglie e culla il corpo indifeso e nudo prima di spalancarsi alla luce. Ma è fin troppo facile, e forse insidioso, limitarsi ad un’interpretazione psicoanalitica della tematica del libro. C’è molto di più del semplice riaffiorare dell’inconscio, c’è la parola custodita nel sortilegio puro della poesia, la parola che con la sua sintassi evocativa abbraccia il cuore di chi legge. Il mare diventa stupore e libertà, “nei flutti del mare danza l’anima”, c’è il diluirsi del pensiero nella magia delle onde che si popolano di sguardi ancestrali, di sensazioni difficili da raccontare. E poi, quando la riflessione si fa più intima, il verso si adagia nella melodia confidenziale del dialetto, in quel linguaggio segreto che più dà il senso di appartenenza alla tua gente e alle tue radici.
    Nella sua essenza la silloge è un inno alla vita e alla bellezza del creato, ma ciò non è avulso da momenti di malinconia e di una riflessione esistenziale “ io misera viandante di questa farsa che è la vita” per cui il libro esplora a 360 gradi i sentimenti e le emozioni, ma anche i silenzi e le assenze. A questo proposito cito la poesia “La tua sedia vuota”, che apre il libro, una delle più belle che siano mai state dedicate al proprio padre, ove la metafora dell’assenza è pervasa da una dolcezza infinita, ove la semplicità diventa grammatica del dolore.
    Un libro intenso, che affascina e conquista anche il lettore più esigente.
    Bruno Brundisini, 31 dicembre 2021 .

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